È una giornata calda, accendi il climatizzatore e dopo mezz'ora la stanza è ancora afosa. Oppure l'aria esce, ma tiepida. Quando un climatizzatore non raffredda, il primo pensiero va al guasto costoso. In realtà, nelle chiamate che riceviamo a Roma e in provincia, una buona parte dei casi si risolve con un controllo di pochi minuti: un filtro pieno di polvere, una modalità sbagliata, un'unità esterna senza aria. Qui trovi il test per capire se c'è davvero un problema, i sette controlli che puoi fare da solo e i segnali che invece richiedono un tecnico abilitato.
In breve
Prima causa: modalità sbagliata o filtri sporchi, che si sistemano da soli in pochi minuti.
Dopo 15 minuti l'aria in uscita deve essere 8-12 gradi più fredda di quella della stanza.
Ghiaccio sui tubi o unità esterna che si accende e spegne indicano un guasto, spesso una perdita di gas.
Il gas lo può ricaricare solo un tecnico con certificazione F-Gas, dopo aver riparato la perdita.
Il test del termometro: il climatizzatore non raffredda davvero?
Prima di cercare il guasto, misura. Bastano un termometro da cucina o una stazione meteo da casa:
imposta la modalità raffreddamento (il simbolo del fiocco di neve) a 22 °C, ventola al massimo;
chiudi porte e finestre della stanza;
dopo 15 minuti misura la temperatura della stanza e quella dell'aria che esce dalle alette dello split.
Se la differenza è di 8-12 gradi, il climatizzatore funziona: il problema è il carico termico della stanza (troppo grande per la potenza installata, sole diretto su grandi vetrate, sottotetto non isolato). Se la differenza è di 2-4 gradi, il climatizzatore sta rendendo poco e vale la pena seguire i controlli qui sotto.
Climatizzatore non raffredda: i 7 controlli da fare da solo
1. La modalità impostata
È la causa più frequente dopo un cambio di pile, un blackout o un bambino con il telecomando in mano. Con la goccia (Dry) il climatizzatore deumidifica e raffredda poco; con la ventola (Fan) muove solo l'aria; con Auto può alternare le modalità. Imposta Cool e una temperatura di almeno 3-4 gradi sotto quella della stanza.
2. I filtri dello split
Filtri pieni di polvere riducono il flusso d'aria e la resa anche del 20-30%, e fanno lavorare di più il compressore. Apri il pannello frontale, sfila le due reti, lavale con acqua tiepida e poco sapone neutro e lasciale asciugare all'ombra prima di rimontarle. Se dall'inizio dell'estate non l'hai mai fatto, parti da qui.
3. L'unità esterna
Controlla che la ventola giri e che l'unità abbia spazio intorno. Teli, vasi, stendini, foglie o una tenda da sole abbassata davanti le impediscono di smaltire il calore. Un'unità esterna al sole pieno su un balcone romano, con 37-38 gradi all'ombra, rende sensibilmente meno: una schermatura che le faccia ombra senza chiuderle l'aria aiuta.
4. Telecomando e pile
Con le pile scariche il climatizzatore può ricevere comandi a metà. Cambiale e verifica che sul display dello split la temperatura impostata sia davvero quella che vedi sul telecomando.
5. Salvavita e alimentazione
Se lo split si accende ma l'unità esterna resta ferma, controlla nel quadro elettrico che l'interruttore dedicato al climatizzatore non sia scattato. Se scatta di nuovo appena riaccendi, non insistere: c'è un problema elettrico da far verificare.
6. Ghiaccio sui tubi o sullo split
Brina sui tubi di rame dell'unità esterna o sulla batteria interna è un segnale preciso: di solito indica gas insufficiente o un flusso d'aria molto ridotto. Spegni il climatizzatore, lascia sciogliere il ghiaccio e pulisci i filtri. Se il ghiaccio si riforma, serve il tecnico.
7. Acqua che gocciola in casa
Acqua che cola dallo split indica di solito lo scarico della condensa ostruito o in contropendenza. Non danneggia il climatizzatore, ma va pulito prima che rovini muro e pavimento.
Sintomo, causa probabile, cosa fare
Aria tiepida, ventola regolare: modalità sbagliata o filtri sporchi. Lo risolvi da solo.
Unità esterna ferma: alimentazione, salvavita o scheda elettronica. Se non è il salvavita, serve il tecnico.
Unità esterna che parte e si spegne ogni pochi minuti: pressioni del gas anomale o sensori. Tecnico.
Ghiaccio sui tubi: gas insufficiente per una perdita. Tecnico F-Gas.
Codice di errore lampeggiante: annotalo o fotografalo e cerca il significato nel manuale: fa risparmiare tempo al tecnico.
Resa calata di anno in anno: batteria sporca o piccola perdita. Controllo e sanificazione.
Il caso più frequente: manca gas refrigerante
Molti dei guasti "veri" portano a una causa: il gas refrigerante insufficiente. Attenzione a chi propone solo di "rabboccare": il refrigerante lavora in un circuito chiuso e non si consuma. Se ne manca, c'è una perdita, di solito su un raccordo delle tubazioni o sulla batteria dello split. Rabboccare senza ripararla significa ritrovarsi con lo stesso problema l'estate dopo.
Per legge, ricerca della perdita, riparazione e ricarica possono essere eseguite solo da tecnici e imprese con certificazione F-Gas, come stabilito dal Regolamento (UE) 2024/573 sui gas fluorurati. Chiedi sempre il numero di certificazione: ne va anche della garanzia del produttore.
Quanto costa la riparazione a Roma
Prezzi indicativi di mercato per un monosplit domestico:
Diagnosi con verifica delle pressioni: 60-120 euro;
pulizia e sanificazione di split e scarico condensa: in genere 60-100 euro;
ricerca e riparazione della perdita più ricarica del gas: 150-350 euro complessivi;
scheda elettronica o ventola: a preventivo, in base a marca e modello.
I costi aumentano se l'unità esterna è in quota o se il guasto riguarda il compressore.
Riparare o sostituire?
Una regola pratica: se il climatizzatore ha meno di 8-10 anni e il guasto è una perdita o un componente singolo, conviene riparare. Se ha più di 10-12 anni, usa gas non più ammessi come l'R22, ha perdite ripetute o il guasto è al compressore, conviene valutare la sostituzione: un inverter di classe A+++ consuma molto meno di un vecchio on/off. Un nuovo climatizzatore in pompa di calore può rientrare nella detrazione per i condizionatori, che nel 2026 è del 50% sull'abitazione principale.
Come evitare il problema la prossima estate
Pulisci i filtri ogni 2-4 settimane nei mesi di uso intenso e prima della prima accensione.
Fai controllare l'impianto ogni 1-2 anni: pulizia della batteria, verifica dello scarico condensa, controllo delle pressioni.
Proteggi l'unità esterna dal sole diretto senza chiuderle l'aria intorno.
Scegli la potenza giusta: indicativamente 9.000 BTU fino a 20-25 m² e 12.000 BTU fino a 30-35 m², di più per sottotetti e stanze esposte a ovest.
Perché affidarti ad Aleclima
Dal 2006 installiamo e ripariamo climatizzatori a Roma e provincia, con sede a Zagarolo e tecnici abilitati F-Gas. Quando un climatizzatore non raffredda cerchiamo prima la causa, poi ti diciamo quanto costa ripararlo e se ha senso farlo. Se conviene cambiarlo, trovi i nostri climatizzatori chiavi in mano da 1.180 euro, con installazione, dichiarazione di conformità, registrazione F-Gas e pratica per la detrazione inclusi nel prezzo. Per altri lavori su impianti e caldaie trovi i servizi nella pagina caldaie e idraulica.
Articolo a cura del team tecnico di Aleclima e Impianti, impresa abilitata ai sensi del DM 37/2008 con tecnici certificati F-Gas.
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